FAQ – Operative per la ripartenza delle attività scout nella Regione Veneto al 06/11/2020

Ad oggi 6 novembre 2020 sono in vigore:

  • il Decreto Legge n. 125 del 7.10.2020;
  • il D.P.C.M. 3 novembre 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4.11.2020 (che ha sostituito il D.P.C.M. 24.10.2020), in vigore dal 6.11.2020 al 3.12.2020
  • le “Linee Guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid” del Dipartimento per le politiche della famiglia (allegato 8 al D.P.C.M. 3.11.2020)
  • le “Linee Guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (allegato 9 al D.P.C.M. 3.11.2020 nella versione aggiornata all’8.10.2020), con particolare riferimento alla scheda tecnica “Servizi per l’infanzia e l’adolescenza” (pp. 40-42).

Non vi sono disposizioni specifiche della Regione Veneto.

  • Allo stato, il Veneto, inserito in zona “gialla”, applica le misure di contenimento previste sull’intero territorio nazionale indicate all’art. 1 del D.P.C.M. 3.11.2020.

Si invitano le Co.ca e gli Staff a prendere visione dei suddetti provvedimenti e delle successive loro modifiche, disponibili su www.regione.veneto.it e su www.salute.gov.it.

Si, sono ancora valide, con le indispensabili precisazioni e aggiornamenti contenuti in queste FAQ.

Si segnala anche l’aggiornamento del documento “Zaini in spalla” sul sito www.agesci.it.

L’attività scout è consentita in quanto (art. 1 comma 9 lett. b e c del D.P.C.M. 3.11.2020) rientrante nelle “attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta”, o “nei parchi, ville e giardini pubblici” destinate a minori, bambini/e e ragazzi/e, con l’ausilio di persone che ne hanno la custodia o deputate alla loro cura e con l’adozione dei protocolli di sicurezza previsti nelle Linee Guida del Dipartimento per le politiche della famiglia (allegato 8 al D.P.C.M. 3.11.2020). In Veneto, in quanto inserito in “zona gialla”, è consentito anche lo spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, se e in quanto diretto a svolgere l’attività scout in quanto attività non sospesa (art. 1 comma 3 e art. 2 comma 4 lett. b del D.P.C.M. 3.11.2020).

ATTENZIONE

Posto che “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute” (art. 1 comma 3 D.P.C.M. 3.11.2020), l’attività serale in presenza va tendenzialmente evitate e, se svolta, deve OBBLIGATORIAMENTE concludersi in modo tale da assicurare il rientro dei ragazzi/e (sia minorenni che maggiorenni) a casa entro le ore 22.

Restano fondamentali i seguenti aspetti:

  • stretto dialogo e “patto di corresponsabilità” con i genitori
  • prevalenza delle attività all’aria aperta, valorizzando il quartiere e il territorio. Identificazione di spazi e mete all’aperto da raggiungere a piedi o in bicicletta
  • necessità di assicurare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro
  • uso della mascherina, SEMPRE nei luoghi al chiuso, e SEMPRE quando non è possibile garantire in modo continuativo il distanziamento
  • necessità di assicurare l’igiene personale, degli ambienti e strumenti utilizzati
  • prevalenza di attività in gruppi ristretti garantendo la tracciabilità e la presenza del capo/adulto
  • opportunità di non «fare tutto» o di «fare quello che si è sempre fatto», ma di prevedere attività selezionate, ben costruite e organizzate in aderenza allo spirito scout
  • valutazione preventiva e specifica circa l’idoneità (capienza) delle sedi e dei luoghi ad assicurare il distanziamento di 1 metro
  • attenzione ove si progetti di svolgere attività in spazi pubblici (es. parchi o giardini) ove, vista la presenza di altre persone, possono crearsi assembramenti
  • stretta interlocuzione con i parroci (e le Diocesi) di riferimento nell’ottica di un uso regolato (e se del caso a rotazione) dei patronati

Altro strumento utile potrebbe essere la condivisione e lo scambio, tra i Gruppi/capi/staff di una stessa Zona, di esperienze, informazioni, buone prassi, luoghi e destinazioni specifiche e “attività tipo” o attività efficacemente realizzate, in modo tale da ridurre i tempi organizzativi e percorrere anche in parte “ciò che ha già funzionato”.  

È sostanzialmente obbligatorio svolgere le riunioni serali di presentazione dell’anno “a distanza” e cioè in videoconferenza, salvo non consentano ai genitori di rientrare a casa entro le ore 22 (peraltro, il D.P.C.M. 3.11.2020 conferma che “è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza”; art. 1 comma 9 lett. o).

In dette riunioni, è indispensabile condividere con i genitori (soprattutto i nuovi ingressi nel Gruppo e nelle branche) le modalità delle attività future, i compiti dei capi (sull’adozione delle misure di prevenzione e organizzative), delle famiglie (sul monitoraggio dello stato di salute del nucleo familiare, sulla sensibilizzazione dei ragazzi e sulle procedure di accoglimento/triage) e degli stessi ragazzi/e (autoeducazione e responsabilizzazione).

Quanto alla necessità che il genitore autocertifichi l’assenza di sintomi Covid al momento della “prima accoglienza” (cfr. Sezione 2.8. Linee Guida Dipartimento Famiglia), si ritiene, in ragione del carattere fiduciario e continuativo del rapporto tra i genitori e il Gruppo, che si possa evitare di richiedere una autocertificazione per ogni giorno (es. sabato o domenica) di attività, ma in questo caso è indispensabile far firmare ai genitori, prima del riavvio delle attività, il «PATTO DI CORRESPONSABILITA’» (allegato A – NUOVA VERSIONE), nel quale il genitore dichiara e garantisce che durante l’anno invierà il ragazzo/a all’attività solo in assenza dei sintomi. Si consiglia, in questo caso, l’invio di mail o messaggi periodici ai genitori con le quali ricordare la necessaria verifica sulle condizioni di salute dei figli prima dell’attività e di segnalare alla staff l’esistenza di misure anti Covid che riguardano i membri della famiglia (es. isolamento precauzionale, sintomatologia, tampone positivo, ecc.).

La formazione deve essere svolta da tutti i capi se le attività riprendono per la prima volta.

Nel caso l’Unità abbia svolto attività nei mesi di giugno-settembre 2020, va verificato se tutti i capi hanno svolto la formazione, e va assicurata la formazione a coloro che ne siano privi.

La formazione è disponibile su www.buonacaccia.net e nel documento “zaini in spalla” (Moduli 1, 2 e 3 a pag. 7). Le Coca potranno utilizzare anche il materiale disponibile su www.eduiss.it e www.salute.gov.it e la versione aggiornata dei rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) n. 19/2020 (disinfettanti), n. 5/2020 (gestione ambienti indoor), n. 3/2020 (rifiuti), n. 21/2020 (impianti idrici).

Sono consentite “mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche autoprodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano confort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso” (art. 1 comma 7 D.P.C.M. 3.11.2020). La mascherina chirurgica o comunque certificata è però consigliata per i capi, in quanto più protettiva (verso i ragazzi).

La mascherina va tenuta SEMPRE nei luoghi al chiuso, e SEMPRE quando non è possibile garantire in modo continuativo il distanziamento (come avviene invece ad es. in caso di hike personale, percorso o attività individuale, camminata o biciclettata con pronunciato distanziamento, ecc.).

Quanto alla necessità di dividere l’Unità, le Linee Guida indicano come fondamentale l’organizzazione delle attività in “piccoli gruppi”, e si ritiene possa essere considerata “piccolo gruppo” l’intera l’unità se composta come indicato nel Regolamento Metodologico (14 L/C, 18 E/G e 14 R/S). È comunque preferibile la formazione di gruppi più ristretti (es. sestiglia e c.d.a. in branco, squadriglia e con.ca. in reparto, pattuglie in noviziato/clan; oppure, in ciascuna branca, lavoro per annata o biennio o per gruppi/laboratori/botteghe). Il numero di ragazzi che compongono il “piccolo gruppo” può essere valutato dallo staff in relazione al tipo di attività (es. può essere maggiore nelle attività che non presentano rischi di assembramento o vicinanza < 1 metro).

Resta confermato che i gruppetti devono essere il più possibile stabili nel tempo ed essere seguiti, per quanto possibile, dallo stesso capo o dagli stessi capi.

Nel caso di organizzazione dell’attività in più “gruppi ristretti” appartenenti alla stessa Unità, questi possono essere presenti nello stesso luogo contemporaneamente (si ritiene quindi possibile l’attività “di branco”, “di reparto” o “di clan”) a condizione che esista un luogo aperto o chiuso idoneo a mantenere i gruppetti separati e il distanziamento all’interno dei gruppetti.

All’interno del “piccolo gruppo”, le Linee Guida regionali (a cui rinvia la Sezione 2.3. delle Linee Guida Dipartimento Famiglia) confermano che è “raccomandato” un rapporto numerico capi-adulti di 1-7 (fascia età L/C) e di 1-10 (fascia età E/G e R/S).

L’invio di un Progetto al Comune di riferimento deve ritenersi non più necessario. Non è necessaria alcuna comunicazione all’Azienda Sanitaria di riferimento.

La misurazione della temperatura all’inizio dell’attività non è necessaria ma comunque fortemente raccomandata (Sezione 2.8. Linee Guida Dipartimento Famiglia e Linee Guida Regioni).

Si può svolgere un’attività con tutta l’Unità, ma a condizione che il luogo (aperto o chiuso) consenta la separazione netta tra i gruppetti ristretti e il distanziamento all’interno dei gruppetti.

Resta fondamentale il Registro delle presenze (allegato C).

Per un quadro della gestione dei vari casi:

  • bambino/ragazzo sintomatico in attività
  • bambino/ragazzo sintomatico a casa
  • bambino/ragazzo/capo con tampone positivo che ha fatto attività negli ultimi 14 gg
  • bambino/ragazzo/capo con persona convivente con tampone positivo

si rinvia a “Zaini in spalla” (p. 13)

Le uscite di Gruppo in modalità tradizionale non sono in questo momento possibili.

Valgono le regole per evitare gli assembramenti e per favorire il mantenimento di “gruppi ristretti”, e quindi il luogo aperto scelto deve essere idoneo ad accogliere le unità in più aree. Il momento del “passaggio” da una unità all’altra può essere sostituito dal solo momento dell’accoglienza del ragazzo/a presso la nuova branca (es. sestiglia, squadriglia, clan).

Va evitata o comunque limitata e accuratamente gestita la presenza dei genitori.

Le Linee Guida vigenti non consentono allo stato lo svolgimento di attività dirette a ragazzi/e minori d’età senza la presenza di un adulto/accompagnatore, che possa sorvegliare sul rispetto delle misure di sicurezza.

È possibile lo svolgimento di riunioni tra ragazzi/e “in autonomia strettamente vigilata” con la presenza di un capo o più capi o con il coinvolgimento di adulti non capi (es. genitori, capi a disposizione, maestri di specialità, MASCI, ecc.), presso spazi all’aperto pubblici o privati (es. giardini) dove gli adulti siano fisicamente presenti e garantiscano la vigilanza, seppure ad una certa distanza, ma in modo tale da poter sempre controllare uso di mascherine e distanziamento. Circa la possibilità che la riunione si svolga all’interno di abitazioni private (es. delle famiglie), e quindi al chiuso, nelle “abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità o di urgenza” (art. 1 comma 9 lett. n D.P.C.M. 24.10.2020); tuttavia, le case private potrebbero anche considerarsi luoghi temporaneamente destinati ad “attività ludiche, ricreative ed educative” di bambini/ e ragazzi/e (art. 1 comma 9 lett. c D.P.C.M. 24.10.2020), come tali utilizzabili. Si consiglia di valutare caso per caso in base alle caratteristiche del luogo, alla disponibilità dei genitori, alla sicurezza di poter assicurare la vigilanza sui ragazzi/e e al grado di maturità dei ragazzi/e.

In alternativa allo svolgimento della riunione nel corso della settimana (quando i capi non possono essere presenti per impegni lavorativi), è possibile, oltre al coinvolgimento delle persone sopra indicate, prevedere che si svolgano durante l’attività o nel fine settimana. 

Si ricorda che sono sconsigliate le riunioni serali e che, se svolte, devono terminare in modo tale da consentire ai ragazzi/e e ai capi di rincasare entro le 22.

Il D.P.C.M. 3.11.2020 (art. 1 comma 9 lett. d) e le Linee Guida regionali permettono l’attività sportiva all’aperto con DISTANZIAMENTO DI 2 METRI e l’attività MOTORIA con DISTANZIAMENTO DI 1 METRO.

È invece sospeso ogni sport di contatto e attività connesse, anche di carattere ludico-amatoriale (cfr. art. 1, comma 9 lett. g del D.P.C.M. 3.11.2020).

Resta quindi la necessità di evitare attività e giochi in cui sia connaturato o probabile il contatto fisico tra i partecipanti (es. scoutball, rugby lupetto, roverino, palla base, fazzoletto, ecc.), preferendo i giochi di lontananza (es. alce rossa, tennis, bocce) e di di preferire le sfide individuali, tenendo conto delle norme di igiene e sanificazione di eventuali strumenti e attrezzi condivisi (es: percorso Hebert, marinara, caccia al tesoro, ecc.).

ATTENZIONE

  1. Le uscite con pernottamento e i campetti invernali sono ancora possibili, ma nell’assoluto rispetto del DISTANZIAMENTO e delle altre specifiche misure previste nelle Linee Guida del Dipartimento per le politiche della famiglia (allegato 8 al D.P.C.M. 3.11.2020, Sezione 2.4) e nelle Linee Guida delle Regioni aggiornate all’8.10.2020 (Scheda Tecnica “Servizi per l’infanzia e l’adolescenza”, Sezione “Campi estivi”, pag. 41) allegate sub 9 al D.P.C.M. 3.11.2020.
  2. Considerata la differenziazione regionale dei livelli di allerta e delle relative misure di contenimento (divisione in zone), è altamente sconsigliato recarsi in Regioni diverse dal Veneto.
  3. Considerato il divieto di spostamento dalle 22.00 alle 5.00, qualsivoglia pernottamento deve assicurare che in detto orario l’Unità non si sposti dal luogo deputato al pernottamento.

Rispetto alle indicazioni precedenti, l’unica indicazione in più è la distinzione della biancheria di ogni ragazzo/a e l’uso di gel idroalcolico in ogni camera.

Si raccomanda quindila rigorosa verifica:

a) delle condizioni della casa circa l’idoneità delle stanze e di tutti i luoghi e ambienti (refettorio, sala gioco/fuoco, spazi esterni, ecc.) a garantire il DISTANZIAMENTO;

b) della capacità dell’Unità di rispettare tutte le misure di contenimento, igiene e sicurezza;

c) della reperibilità dei genitori ai fini dell’eventuale recupero del figlio/a in caso di sintomi.

Il documento A.G.E.S.C.I. “Zaini in spalla” (versione 5.0 del 20.10.2020) precisa che le riunioni possono essere svolte in presenza, in quanto assimilabili ad assemblee societarie, lasciando però ogni diversa valutazione, legata al contesto territoriale, ai singoli livelli.

Certamente le riunioni tra capi sono funzionali a garantire lo svolgimento dell’attività educativa ai ragazzi, ma:

  • il D.P.C.M. 3.11.2020 (art. 1 comma 9 lett. o) raccomanda “fortemente” di svolgere “anche le riunioni private a distanza”;
  • lo svolgimento di riunioni in presenza richiede sempre distanziamento e mascherina, ma, soprattutto se al chiuso nel periodo invernale, costituisce un rischio in più; ove il singolo capo risultasse poi positivo per aver contratto il virus in altri luoghi, i partecipanti alla riunione sarebbero considerati facilmente “contatti stretti”, con tutte le limitazioni conseguenti anche in termini di isolamento precauzionale;
  • per questo un buon suggerimento ai capi è quello di pensare che la priorità resta sempre quella che si svolga in presenza l’attività più importante, ovvero quella con i ragazzi, e quindi di evitare riunioni di staff e Coca e di Zona (es. Pattuglie) in presenza o per lo meno alternarle con quelle a distanza;
  • lo svolgimento degli eventi e riunioni di Zona (per Capi), se e in quanto aperti ad un numero elevato di partecipanti, va valutato con molta attenzione e anzi possibilmente evitato, posto il divieto di “convegni, congressi e altri eventi” se non “a distanza” (art. 1 comma 9 lett. o del D.P.C.M. 3.11.2020), lo svolgimento solo “a porte chiuse” delle competizioni sportive e la chiusura di cinema e teatri (art. 1 comma 9, lett. e e m del D.P.C.M. 3.11.2020). Ovviamente resta fermo il rispetto delle misure di contenimento (mascherina, distanziamento, igiene).

Si pubblica qui di seguito una versione aggiornata del “Patto di Responsabilità Reciproca” (ALLEGATO A).

Non è invece più necessaria la “dichiarazione possesso requisiti e progetto organizzativo per la prevenzione del rischio covid-19”.

Restano identici (allegati alle “Istruzioni Operative” del Comitato Regionale Veneto del 17.6.2020) il “Registro Presenze” e il “Materiale Informativo”.

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