Cosa valutare per la ripresa delle attività invernali?

L’attività scout è consentita in quanto (art. 1 comma 9 lett. b e c del D.P.C.M. 3.11.2020) rientrante nelle “attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta”, o “nei parchi, ville e giardini pubblici” destinate a minori, bambini/e e ragazzi/e, con l’ausilio di persone che ne hanno la custodia o deputate alla loro cura e con l’adozione dei protocolli di sicurezza previsti nelle Linee Guida del Dipartimento per le politiche della famiglia (allegato 8 al D.P.C.M. 3.11.2020). In Veneto, in quanto inserito in “zona gialla”, è consentito anche lo spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, se e in quanto diretto a svolgere l’attività scout in quanto attività non sospesa (art. 1 comma 3 e art. 2 comma 4 lett. b del D.P.C.M. 3.11.2020).

ATTENZIONE

Posto che “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute” (art. 1 comma 3 D.P.C.M. 3.11.2020), l’attività serale in presenza va tendenzialmente evitate e, se svolta, deve OBBLIGATORIAMENTE concludersi in modo tale da assicurare il rientro dei ragazzi/e (sia minorenni che maggiorenni) a casa entro le ore 22.

Restano fondamentali i seguenti aspetti:

  • stretto dialogo e “patto di corresponsabilità” con i genitori
  • prevalenza delle attività all’aria aperta, valorizzando il quartiere e il territorio. Identificazione di spazi e mete all’aperto da raggiungere a piedi o in bicicletta
  • necessità di assicurare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro
  • uso della mascherina, SEMPRE nei luoghi al chiuso, e SEMPRE quando non è possibile garantire in modo continuativo il distanziamento
  • necessità di assicurare l’igiene personale, degli ambienti e strumenti utilizzati
  • prevalenza di attività in gruppi ristretti garantendo la tracciabilità e la presenza del capo/adulto
  • opportunità di non «fare tutto» o di «fare quello che si è sempre fatto», ma di prevedere attività selezionate, ben costruite e organizzate in aderenza allo spirito scout
  • valutazione preventiva e specifica circa l’idoneità (capienza) delle sedi e dei luoghi ad assicurare il distanziamento di 1 metro
  • attenzione ove si progetti di svolgere attività in spazi pubblici (es. parchi o giardini) ove, vista la presenza di altre persone, possono crearsi assembramenti
  • stretta interlocuzione con i parroci (e le Diocesi) di riferimento nell’ottica di un uso regolato (e se del caso a rotazione) dei patronati

Altro strumento utile potrebbe essere la condivisione e lo scambio, tra i Gruppi/capi/staff di una stessa Zona, di esperienze, informazioni, buone prassi, luoghi e destinazioni specifiche e “attività tipo” o attività efficacemente realizzate, in modo tale da ridurre i tempi organizzativi e percorrere anche in parte “ciò che ha già funzionato”.  

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