VA RICHIESTA L’AUTOCERTIFICAZIONE AI GENITORI? CON CHE FREQUENZA?

È evidente che le situazioni sopra descritte sono conosciute solo dai genitori, i quali hanno l’intera responsabilità di non inviare i loro figli/e all’attività ove queste situazioni si verifichino (e di avvisare il Servizio di Sanità e Igiene Pubblica, anche al fine di tracciare l’esistenza di contatti stretti).

Il dovere di autocertificazione è quindi previsto per maggiormente responsabilizzare i genitori, nell’interesse generale al contenimento della pandemia. Contemporaneamente, consente al Gruppo di dimostrare di aver svolto, insieme alle altre misure di contenimento (mascherina, distanziamento, misurazione temperatura, tracciamento, ecc.), anche questa ulteriore verifica sulle condizioni di chi accede all’attività.

Le Linee Guida, scritte con principale riferimento ai “Centri estivi” (settimanali o bisettimanali o mensili), prescrivono che i genitori consegnino l’autocertificazione solo in “prima accoglienza”, e cioè “il primo giorno di inizio delle attività”. Non è prevista invece l’autocertificazione per l’accoglienza “giornaliera successiva al primo ingresso”, tuttavia è precisato che “nel caso una persona non partecipi alle attività per più di 3 giorni, è opportuno rieseguire il protocollo di prima accoglienza”.

Come applicare l’autocertificazione alle attività scout? Con quale frequenza richiederla ai genitori? Ci sono soluzioni alternative?

  1. Visto il carattere fiduciario e continuativo del rapporto tra i genitori e il Gruppo, nel «PATTO DI CORRESPONSABILITA’» allegato alle FAQ si era inserito un impegno espresso dei genitori ad inviare i figli all’attività solo in assenza delle condizioni a, b e c., e si è consigliato all’Unità l’invio periodico di mail o messaggi periodici ai genitori con i quali ricordare la necessaria verifica su tali condizioni di salute dei figli prima dell’attività.
  2. considerate le esigenze di maggiore cautela derivanti dalla situazione pandemica in atto, il fatto che il “PATTO” non è più obbligatorio e i chiarimenti di AGESCI Nazionale si ritiene oggi necessario richiedere l’autocertificazione
  3. in caso di bivacchi, campetti e campi, è ovviamente sufficiente l’autocertificazione consegnata il primo giorno, così come se l’attività copre più giorni insieme ma con rientro a casa per il pernottamento
  4. in caso di attività ordinaria l’applicazione scrupolosa delle Linee Guida comporta l’obbligo di chiedere l’autocertificazione all’inizio di ogni attività settimanale (sabato o domenica), posto che sono trascorsi più di 3 giorni dalla “prima (=precedente) accoglienza”

In alternativa, potrebbe essere consentito ai genitori di non consegnare l’autocertificazione ove, rispetto alla precedente autocertificazione, nulla sia cambiato rispetto a quella precedente, e cioè il figlio:

  • non abbia avuto febbre o alcuna sintomatologia respiratoria,
  • non sia stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni”
  • non sia entrato a contatto con positivo o con una persona con febbre o sintomatologia respiratoria negli ultimi 14 giorni”.

In tal caso è necessario che l’assenza di variazioni sia comunque comunicata dal genitore via mail il giorno prima dell’attività.

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